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    Marku

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    Messaggio  Marku il Ven Mag 22, 2009 1:15 pm

    Tutti i numeri del flop di Fenosu
    Passeggeri promessi dagli esperti: 40 mila. Realmente transitati: 704. Dal 1994 la gestione ha bruciato 18 milioni di euro di denaro pubblico. Il pareggio dei conti dovrebbe scattare nel 2015, ma le scadenze non vengono rispettate
    di Roberto Petretto

    ORISTANO. Per anni la battaglia per Fenosu è stata combattuta, anche acriticamente, a destra come a sinistra. L’a eroporto come pietra miliare dello sviluppo e del riscatto del territorio. Ora cominciano a serpeggiare i dubbi, si leva qualche voce fuori dal coro, che cerca, sommessamente, di porre una domanda: «Ma questo aeroporto ha veramente un senso?». Nel settembre del 2007 il consulente tecnico della Sogeaor, Valter Battistoni, aveva difeso con foga l’aeroporto in un’audizione davanti al consiglio provinciale. Aveva detto, tra le altre cose, che con una spesa totale di 16 milioni di euro (che da allora sono lievitati di almeno altri due) «per trasformare una striscia d’a sfalto abbandonata nel Campidano in un aeroporto internazionale aperto al traffico commerciale e strumentale e certificato Enac».

    «Si sta facendo molto con poco», aveva lapidariamente commentato lo stesso Battistoni. Il consulente della Sogeaor si era poi lasciato andare a previsioni ottimistiche: «In base alle premesse, è ragionevole prevedere un movimento di 40 mila passeggeri all’anno entro due anni (quindi entro settembre di quest’anno) e di 100 mila entro 5 anni». Ma Battistoni non è stato l’unico a cadere nella trappola della promessa senza futuro. A inframmezzare ottimistiche e mai realizzate previsioni, ci sono anche ben due cerimonie di inaugurazione e l’intitolazione dello scalo al trasvolatore oristanese Ernesto Campanelli.

    Oggi, a metà 2009, cos’è in realtà l’aeroporto di Fenosu? L’area su cui sorge lo scalo è vasta 136 ettari. La pista di volo è lunga 1199 metri e larga 30 e sulla base della normativa Icao e del regolamento Enac è classificata 2C. Nell’aeroporto sono aperti alcuni cantieri con i quali si stanno realizzando delle opere di completamento.

    Che tipo di aerei potrà ospitare Fenosu una volta ultimate queste opere? Il consulente Valter Battistoni aveva detto: «Aerei turboprop e turbojet fino a 27 metri di lunghezza, in servizio commerciale con passeggeri, merci e posta, di linea e non, anche di notte». Sin qui il discorso tecnico. Ma è necessario fare anche un discorso economico, politico e commerciale. Economicamente Fenosu è stato sino a oggi un pozzo senza fondo.

    Lo scalo è gestito dalla Sogeaor, una società costituita nel 1997 da Provincia, Comune di Oristano, Regione, Camera di commercio, Sfirs. Ha assorbito dal 1994 a oggi 18 milioni di euro di risorse pubbliche. L’ultimo bilancio (quello del 2008) si è chiuso con un passivo di 850 mila euro. Alla Sogeaor lavorano 11 dipendenti, tra amministrativi e addetti alla pista, più il consulente Valter Battistoni. C’è un consiglio di amministrazione che di recente è stato portato da quattro a cinque componenti (la Provincia, che detiene il 60 per cento delle quote, ha da poco due membri nel Cda e può quindi orientare le scelte).

    La Sogeaor ha in programma anche altre assunzioni, per organizzare il servizio di security. Si era parlato di 35 persone, ma più probabilmente saranno solo 7. Un incremento di personale che farebbe innalzare il passivo a oltre un milione di euro l’anno. Per fare che? Nel 2008 sono transitati a Fenosu 529 aeromobili con un movimento 704 passeggeri. Ancora molto lontano dagli ambiziosi programmi di Battistoni. Gli amministratori puntano a portare dentro soci privati, ma la Sogeaor è una società poco appetibile. Un Piano industriale del 2003 (l’unico ancora operativo, anche se ne sono stati redatti degli altri) prevede il break event per lo scalo nel 2015. Ma a una condizione: che le infrastrutture di base siano terminate entro il 2008. Cosa che non è accaduta. Quindi il pareggio dei conti è destinato a slittare almeno sino al 2016.

    Fenosu, poi, rimane comunque uno scalo che dista appena 45 minuti in auto dal principale aeroporto della Sardegna, quello di Cagliari-Elmas. Ecco perchè sono sempre di più quelli che si chiedono: ma ha veramente un senso continuare a investire tutte queste risorse in un aeroproto che in 15 anni non ha mantenuto le promesse? Qui il discorso diventa politico: gli enti pubblici hanno contunuato a ripianare il buco della Sogeaor. la Provincia, con l’u ltimo provvedimento, ha investito su Fenosu un milione e 600 mila euro. Altri cominciano a sfilarsi, come la Camera di commercio. Elettoralmente il discorso aeroporto continua comunque ad avere un ottimo impatto e la promessa di un imminente decollo funziona ancora.

    Infine l’aspetto commerciale, del quale parla nell’articolo qui sotto un noto imprenditore del settore turistico. Sono tanti elementi che sempre di più alimentano il dubbio su quale ruolo possa assumere l’aeroporto di Fenosu.
    (21 maggio 2009

    De ita festus chistionendi? Provendi a calai totus, po prexedi, ca no si andara nisciunu logu, sighidura territoriali, mi siat, mi siat, ca ge si ndi poneus de bibbirrius in conca! Torreus a giogai apilloni bollat e boh!

      La data/ora di oggi è Lun Ago 20, 2018 3:39 am