SARDIGNA NATZIONE INDIPENDENTZIA - UNIDADE INDIPENDENTISTA

Su Forum de sos Indipendentistas Sardos / Il Forum degli Indipendentisti Sardi


    aMpI sulla strage di Sarroch

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    Europeista

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Europeista il Gio Giu 04, 2009 5:50 pm

    Beh, per una volta sono d'accordo con Sardigna Ruja, anche sul ravanello.

    zdanov

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  zdanov il Gio Giu 04, 2009 7:52 pm

    Ebbene Europeista, mi tiri in ballo, non sai leggere. Dici che non hai tempo per fare uno scritto esaustivo perchè sei impegnato. Poi però non la smetti di scrivere su tutti gli argomenti su cui si discute in questo forum.Ho detto e lo ripeto: per me il discorso su questo argomento è bello che chiuso. Comunque una cosa te la voglio ri-domandare (e a domanda, non rispondere con domande, come tuo uso) e cioè in Sardegna i rapporti sociali sono o non sono capitalistici? e nel tuo immaginario(perchè nella realtà odierna gli imprenditori sardi sono come quelli stranieri, cioè sfruttatori delle masse lavoratrici) come saranno i rapporti sociali dopo che si è raggiunta l'indipendenza in Sardegna? Per le risposte a queste domande non ti ci vorranno più di due minuti del tuo preziosissimo tempo. Per quando riguarda lo scritto di Rosso, sostanzialmente sono daccordo.

    Marku

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Marku il Gio Giu 04, 2009 8:07 pm

    sardignaruja ha scritto:compito dei comunisti sardi è rivolgersi ai lavoratori sardi.. già questo è difficile. secondo il ragionamento di Rosso a Manca dovrebbe rivolgersi a tutti i lavoratori di tutto il mondo, visto che la classe non ha nazione. allora perché non andare a protestare con i lavoratori russi o austrialiani di cui ovviamente Rosso ignora le vertenze?
    Certo che Angioy era un borghese.. all'epoca non esistavano ancora le organizzazioni proletarie, perché non esisteva il proletariato maturo e Marx non era ancora nato.. se ti leggi Gramsci però imparerai due cose sul valore rivoluzionario dei giacobini, che allora erano l'avanguardia delle istanze rivoluzionarie e in particolare in Sardeigna hanno avuto la capacità di "andare al popolo" facendosi carico delle sue istanze antifeudali e anticoloniali.
    sai qual'è la verità "Rosso"? che in fondo sei un ravanello.. rosso fuori e bianco dentro, perché non hai il coraggio di affrontare le ragioni dei comunisti sardi pubblicamente.. perché non ti ho mai visto ad un dibattito esprimere queste ragioni? e visto che dici di essere comunista, dovresti sapere che i comunisti devono costruire un partito.. ci espliciti per favore a quale partito aderisci che così ci facciamo tutti un paio di risate?

    BASTARA'E CHI NO SIAT TUVURA MEDA CUSTA REIGA!
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    juanna maria

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  juanna maria il Gio Giu 04, 2009 8:15 pm

    oh Marcu, tuvura itte est?
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    Europeista

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Europeista il Gio Giu 04, 2009 9:13 pm

    zdanov ha scritto:Ebbene Europeista, mi tiri in ballo, non sai leggere. Dici che non hai tempo per fare uno scritto esaustivo perchè sei impegnato. Poi però non la smetti di scrivere su tutti gli argomenti su cui si discute in questo forum.Ho detto e lo ripeto: per me il discorso su questo argomento è bello che chiuso. Comunque una cosa te la voglio ri-domandare (e a domanda, non rispondere con domande, come tuo uso) e cioè in Sardegna i rapporti sociali sono o non sono capitalistici? e nel tuo immaginario(perchè nella realtà odierna gli imprenditori sardi sono come quelli stranieri, cioè sfruttatori delle masse lavoratrici) come saranno i rapporti sociali dopo che si è raggiunta l'indipendenza in Sardegna? Per le risposte a queste domande non ti ci vorranno più di due minuti del tuo preziosissimo tempo. Per quando riguarda lo scritto di Rosso, sostanzialmente sono daccordo.

    I rapporti sono quelli del capitalismo occidentale evoluto, in cui vi sono diritti, deficienze amministrative e compensazioni sindacali. Che sono tuttavia eterogenee a seconda del luogo e della situazione.
    Questi discorsi nell'indipendentismo sono vecchi come il cucco. Se vuoi una risposta alla tua domanda su come dovrebbe essere la situazione, la risposta potrebbe essere che non ci sarà alcuna dittatura del proletariato, nessuna classe (o presunta tale) potrà mai ergersi sopra un'altra e rivendicare presunti diritti di superiorità che non ha. Il vostro pensiero porta alla dittatura ed alla negazione dei diritti. In ragione di questo, il mondo contemporaneo continuerà a lavorare affinché le distanze tra oppressi e oppressori si riducano, ma per fare questo occorrono trattati internazionali idonei. Ad esempio io rifarei una nuova Bretton-Woods e ridisegnerei il ruolo del WTO. Ma tutto ciò c'entra poco con la nostra situazione lavorativa e certe cose le può fare solo una superpotenza o più stati. Non è la nostra guerra per adesso.
    Ed oggi in Sardegna non c'è neppure lo stato.

    Per parlare di cose attuali: In Sardegna non ci sono sfruttatori e nè sfruttati, e dove ci sono, il Popolo, ciò succede grazie alle istituzioni che lo consentono. Te l'ho detto, che differenza c'è oggi tra lavoratore autonomo e dipendente? In quanti e quali diritti si differenziano? Se non vuoi vedere la realtà in cui i ruoli si confondono (specie in un tessuto produttivo medio-piccolo come il nostro) allora non so di cosa stiamo parlando.
    Io sto parlando di realtà, non di fantasie o di manuali per economisti-archeologi.
    In quanto agli imprenditori che spesso sono costretti a tagliare costi (magari di sicurezza), dovresti domandarti che forse qualche volta lo fanno al posto di licenziare, e licenziare sarebbe peggio non ti pare?
    E si licenzia non perché "fa figo" farlo, ma perché i costi dell'energia, della burocrazia, della pressione fiscale, diventano erosivi rispetto all'utile effettivo.
    "Come faccio a pagare delle persone se non riesco manco a far campare la mia azienda?"
    E' questa la domanda a cui la vostra antiquata dottrina non può rispondere. Io penso che nel 2009 Marx dovrebbe rivedere parecchi concetti in relazione alla realtà contemporanea ed all'evoluzione del mercato del lavoro.
    Magari rispondereste che bisogna collettivizzare: Ma così facendo addio alla concorrenza ed all'evoluzione del mercato. Si replicherebbe il fallimento, come tutte le economie pianificate già viste nel mondo.
    Discorsi vecchi, triti e ritriti.
    Ti ho anche chiesto comunque in base a quali parametri identificare "le classi" in Sardegna ma non ho ancora visto una risposta e la cosa potrebbe spiegarci meglio la vostra ottica.

    In merito alla SARAS invece, se anche voi avete dubbi, unitevi all'indipendentismo per la battaglia dell'ottenimento di più diritti per la popolazione, per i lavoratori e per l'ambiente. Diversamente, stare a pontificare decidendo chi sono i buoni e chi i cattivi in base a teorie dell'ottocento è un'operazione che non ci è di alcuna utilità. Neppure a voi.

    Ti faccio un'altra domanda per capire il tuo pensiero:
    Come sono i rapporti invece ad esempio in Venezuela o in Iran?
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    Europeista

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Europeista il Gio Giu 04, 2009 9:43 pm

    Aggiungo una nota sull'indipendentismo:
    L'indipendentismo a cui guardo io (ed è qualcosa che ormai mi pare stia prendendo abbastanza piede) non fa la guerra agli imprenditori e non colpevolizza nessuno. Certamente se c'è dolo la Magistratura (nel caso SARAS) deve fare chiarezza.
    Il compito dell'indipendentismo moderno è fare riforme (autonomiste io le chiamerei) che tulino i lavoratori e consentano agli imprenditori sgravi fiscali e versatilità di accesso al Credito ed allo sviluppo d'impresa, ovviamente incrementando anche però un efficace sistema di vigilanza e sanzioni.
    Dobbiamo svilupparlo il territorio, non farci la guerra civile caz*o!
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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Gion Loi il Gio Giu 04, 2009 10:24 pm

    Europeista ha scritto:Aggiungo una nota sull'indipendentismo:
    L'indipendentismo a cui guardo io (ed è qualcosa che ormai mi pare stia prendendo abbastanza piede) non fa la guerra agli imprenditori e non colpevolizza nessuno. Certamente se c'è dolo la Magistratura (nel caso SARAS) deve fare chiarezza.
    Il compito dell'indipendentismo moderno è fare riforme (autonomiste io le chiamerei) che tulino i lavoratori e consentano agli imprenditori sgravi fiscali e versatilità di accesso al Credito ed allo sviluppo d'impresa, ovviamente incrementando anche però un efficace sistema di vigilanza e sanzioni.
    Dobbiamo svilupparlo il territorio, non farci la guerra civile caz*o!




    [b]. !!!!!!!!!!!!!!

    Marku

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    rispusta

    Messaggio  Marku il Gio Giu 04, 2009 11:39 pm

    juanna maria ha scritto:oh Marcu, tuvura itte est?
    Saludi Juannika, in Gonnesa, nc'est unu logu chi si narara Is Tuvonis e unu bacu chi si narara Su Tuvu Mannu, in Castedhu Tuvixedhu, poita ca est logu de arrochilaxiu, schistu(scisto), perda'e lacu (tufo) e perda'e pibiri (trachite), aundi in s'antigoriu is ajajus de is ajajus nostrus sgavanta po fai is Domus de jannas, is maverrus, is tuvonis, aundi nci di funt medas tuvu mannu, nc' interrant is mortus. Perou tui pensa sa reiga mesu isboida ita podit essi, una cosa prena de aria mala, chi beniri mali dha matziai e no de prupa bona a papai, as cumprendiu o femina? Beh, tocca ca imoi ti saludu indipendentisticamenti (ita'e fuedhu!). Razz cheers


    Ultima modifica di Marku il Ven Giu 05, 2009 10:14 am, modificato 2 volte

    Marku

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Marku il Ven Giu 05, 2009 12:01 am

    In merito alla SARAS invece, se anche voi avete dubbi, unitevi all'indipendentismo per la battaglia dell'ottenimento di più diritti per la popolazione, per i lavoratori e per l'ambiente. Diversamente, stare a pontificare decidendo chi sono i buoni e chi i cattivi in base a teorie dell'ottocento è un'operazione che non ci è di alcuna utilità. Neppure a voi.

    Ti faccio un'altra domanda per capire il tuo pensiero:
    Come sono i rapporti invece ad esempio in Venezuela o in Iran?[/quote]

    Calincunu no si nd'est accatau ca in giru de pagu prus de corant'annus su raportu de fortza trabballadori-meri est cambiau, poita ca est cambiara sa manera de fai sindacau, poita ca oi no esistiri su "proletariato" de una borta, sa sociedadi sarda puru est cambiara meda! Karl Marx at lassau cosas importantis, bias e istudiaras de diora, Gramsci est unu paghedhu prus acurtzu, perou spettara a chini est accapiau a custa scientzia a istudiai po cumprendi ita succedidi oi, sinuncas teniri axidu calincunu narendi ca est comunista e apustis a torrai a su contu de sa reiga, o nou? In Iran, chissà cali diritus tenint is trabballadoris, is propius de sa Corea de su Cabu'e susu? In Venezuela, bisongiara a biri cantu est costendi s'istadu sociali cuncediu de Chavez a is trabballadoris chi no teniant diritus: pensionis, cascia maladia. Si pensu a su socialismu de mercau, m'intrat su frius!Arratza de forma de isfrutamentu de pipius, feminas, ambienti, e, si pensu ca isfrutant su petrollu in Ciad paghendi a butonis is trabballadoris de inias, si biri ca deu de su socialismu tengu un'atra idea. Propiu deu, nasciu, cresciu e pesau in d'una familia social-comunista! Mancu mali ca sa bonanima de babu est mortu de comunista-indipendentista, poita de diora iat cumprendiu ca "i compagni" si fianta bendius a is meris e no sighiant is chi fiant is pregontus de sa sociedadi chi in su mentris fiada cambiendi, fiant peus de demogristianus e socialistas postus paris! Marx timiara s'imborghesimentu de su proletariau, mi pariri ca si funt imborgehsius is cuadrus e is capus mannus de custus partirus, bastara a castiai ita est succediu in sa manca italiota y eus nau casi totu!Saludus indipendentistas.

    Rosso

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    .....Rosso... roco... rojo.... ruju!!!!!!

    Messaggio  Rosso il Ven Giu 05, 2009 11:39 am

    PROLOGO:…. L’indipendentismo sardo? La sua situazione oggi è catastrofica e comatosa… ed i medici continuano a litigare presso il malato scambiandosi insulti, botte e calci nelle palle.

    ATTO I: … tanto va il Sabino a lardo che ……………………………….…

    …… Vengo tacciato da un “poltrone” di essere un “ravanello”. E badate bene che per poltrone non intendo l’accezione di “mandrone”, bensì quella legata al sostantivo poltrona, sedia, cadira, cratea…. Quella per intendersi sulla quale certo indipendentismo “rivoluzionario” si sarebbe voluto sedere (il potere logora chi non lo ha?). Una poltrona tanto ambita quanto istituzionale…. di quelle in cui siedono i rappresentanti dello Stato colonialista, cattivo e crudele….. dagli a-manchisti, però, ugualmente bramata!…
    Certo,consci della responsabilità di fronte a “Su Populu Traballadore Sardu” sono scesi in campo, hanno bevuto l’amaro calice, e sicuramente prima si sono sciacquati la bocca e la coscienza con la dottrina del “cambiare le cose dal di dentro”, della tattica da realpolitik… Peccato che questo odori più di riformismo che di rivoluzione; un riformismo vecchio come il cucco!
    Caro Sardigna Ruia, parli di Gramsci. Lo avrai letto! Lo hai capito?...…perché in Gramsci il rapporto tra struttura e sovrastruttura è invertito, pur in uno schema di azione reciproca, al punto che il nostro conterraneo afferma che le ideologie diventano il momento primario della storia, le istituzioni il momento secondario. Ma tanto è, che tu e i tuoi compari a piè pari avete ingranato la seconda (le istituzioni) e via…… verso il più schietto trasformismo opportunistico. E l’ideologia? O ideale?... beh, quello lo si adegua! Alla contraddizione capitale-lavoro si sostituisce quella italiano-sardo, alla lotta la propaganda elettorale… et voilà… il gioco è fatto!... Nazionalismo in salsa nazionalista!

    Il “guaio” nel quale mi son cacciato, io che alla diatriba multimediale preferisco da sempre la militanza di strada, non nasce dalla voglia di polemica… Semplicemente, dall’idiozia di chi scrive che in Sardegna i lavoratori muoiono e soffrono più che altrove!... Bada bene, è “un’idiozia” poiché scritta da uno che si definisce comunista, l’avesse scritta uno di SN… beh… sarebbe stata la normale affermazione (idiota) di un nazionalista (che sta alla Destra, come il piede nella staffa!) …..

    ……Caro Sardigna Ruia, ma hai mai visto le condizioni di lavoro e contrattuali degli operai del nord-est o dei braccianti del mezzogiorno, dei precari e dei lavoratori in nero d’oltre Tirreno?..... io le conosco: uguali a quelle dei lavoratori sardi….

    Sicuramente, fai bene a preoccuparti dei lavoratori sardi (come lo faccio io, da sardo)…. Niente di più scontato: ciascuno lotta nel pezzo di terra che gli tocca calpestare tutte le mattine quando scende dal letto. Ma farlo piangendosi addosso (i poveri sardi vittime del colonialismo) è ridicolo, poco dignitoso e patetico. Ed è pericoloso farlo, quando si compara la “quantità/qualità” di sfruttamento presente tra gli sfruttati di lì, di là, di qui. Soprattutto, infilando nel calderone del colonialismo anche i compagni (com’è che li chiamate? “italioti”)……. colpevoli di essere italiani, dunque complici dello Stato colonialista italiano. Bell’ideologia!.... La stessa che è stata l’anticamera della divisione - interna all’Internazionale - tra operai tedeschi e francesi, che da fratelli di lotta si son ritrovati nemici d’armi nella seconda guerra mondiale.

    P.S……. Caro Sardigna Ruia, Gramsci quando usava il termine “giacobino”, lo usava nell’accezione del progetto di realizzare la filosofia tramite la rivoluzione totalitaria. Ovvero sia una rivoluzione (come quella francese) che praticamente (e in tutt’altra direzione) travolgesse ogni aspetto dell’ancien regime…. Come dire, la filosofia non deve contemplare il mondo ma cambiarlo!…………. Oltrettutto, Gramsci, come ogni marxista, non hanno mai considerato i giacobini avanguardia delle istanze rivoluzionarie in senso stretto…. Ciò, pur non negando gli aspetti positivi che il giacobinismo portò con sé (anche e di riflesso!) rispetto alle istanze del popolo. Un po’ come la Liberazione,la quale non cambiò il decalogo della classe dominante, ma seppe produrre degli effetti indiscutibilmente progressivi per il popolo (qualche diritto, una maggior libertà e benessere ecc.). Insomma, la Rivoluzione francese è stata una Rivoluzione, popolare nelle dinamiche, ma “borghese” e restauratrice di una “piramide sociale” che di proletario non aveva altro che le adunate per il pane!!!.... E nota bene, mi affascina il modello antropologico del giacobinismo, la sua attitudine all’azione ed alla distruzione creatrice, ma non dimentico che all’epoca era per istaurare un regime borghese…. Ancora ne paghiamo lo scotto…. E più di noi il Sud del mondo!!!!!
    ….. Per quanto riguarda Angioi, come tutti i giacobini si guardava bene dall’abolire la distinzione tra popolo e borghesia!.... e trovo fuorviante che dei comunisti, anziché celebrare coloro che questa distinzione non l’hanno mai fatta (leggi, Partigiani) si perdano nell’apporre targhe e medaglie per quelli che in parole povere sono miti della borghesia….. Questo nonostante tutta la mia simpatia per Saint-Joust….. forse il più socialista tra tutti i “rivoluzionari borghesi”.

    …anzi, a pensarci bene, fai/fate bene a osannare Angioi. E’ il primo momento, quello dell’ideologia quale presa di coscienza, per realizzare quello che siete: dei riformisti piccolo borghesi (non so se per ceto; culturalmente si, piccolo borghesi)!!!...


    ATTO II: … URN e il mito americano del venditore di noccioline che diventa presidente (leggi, Jimmy Carter).

    ……. Proletario?... è colui che non detiene il possesso dei suoi propri mezzi di produzione, cioè il 90% della popolazione sarda, italiana, europea, planetaria…..
    Certo, viene da sorridere per l’ingenuità con cui affermi i criteri della mobilità sociale. Ma voglio dirti una cosa: il piccolo imprenditore è una merda e uno squalo quanto quello grande, se non di più! Il mito del “piccolo è bello” in contrapposizione al “grande capitale” (concetto tanto caro al vecchio PCI, vedi Emilia, Toscana, Umbria ecc.) si è rivelato per ciò che è: sfruttamento concentrato alla massima potenza su scala minore. Non è un caso che il lavoro in nero sia maggiormente diffuso nella piccola impresa, come pure gli stipendi da fame e i ricatti derivati da una situazione di assenza di tutela sindacale. Paradossalmente nelle grandi aziende o fabbriche i lavoratori riescono a far rispettare di più il CCNL, talvolta incidendo su conquiste via via più progressive. A scanso di equivoci ti rassicuro che non credo che la soluzione sia nell’affermazione della grande industria, bensì nella distruzione del modo di produzione che genera l’ingiustizia e lo sfruttamento, su grande e piccola scala: il capitalismo.

    Il fatto che i piccoli imprenditori sono tartassati dalle tasse è vero, ma non giustifica che essi possano sbranare i loro simili per garantire la sopravvivenza della propria attività. Se la prendano con lo Stato-Capitale e non con il commesso, il manovale, il giardiniere ecc., pagandolo, se va bene, meno di mille euro al mese per un monte ore inferiore a quello effettivamente svolto.

    P.S. …. Riguardo alla Resistenza….. Una bandiera Libertas (rondine) non fa primavera….. L’80% dei partigiani erano comunisti o socialisti marxisti!.... informati…. Anche da Pansa se vuoi…….

    P.P.S….. riguardo alla solidarietà ai lavoratori cinesi… beh!.... io non distinguo (come fate voi) uno sfruttamento da un altro (come si fosse dei tifosi di questo o quello Stato!)… quando dico… “solidarietà agli sfruttati”….. dico TUTTI gli sfruttati…. Senza distinzioni di patria, colore ecc…..[Se è per questo non mi piacciono le divise anche quando hanno la stella rossa!... gli “eserciti” son tutti tarati].... Però, una precisazione voglio farla…. Cambiano in parte i problemi ma non la natura dei problemi, non cambia la dimensione dello sfruttamento. Anche se in molti suoi aspetti cambia la forma, non cambia la divisione tra sfruttati e sfruttatori, parole antiche, forse in disuso, ma che continuano a rappresentare meglio di qualunque altra la cruda realtà dei fatti… E la realtà dei fatti è che la nostra misera ricchezza si regge sull’estrema povertà di quelli crepano dall’altra parte dell’emisfero. Quindi, per rispondere anche a quella “perla” di Sardigna Ruia..sì, dobbiamo lottare anche per i lavoratori russi, australiani, africani… noi che nel ventre della bestia (imperialista) pasciamo grazie ad benessere (minimale, certo!) fondato sulle guerre di rapina che i nostri governi (eletti anche dai sardi!!!) esportano in tutto il mondo!!!!.....


    FINALE:….. e fu così che soddisfai la curiosità di Sardigna Ruia svelando chi ero, sono, sarò….. un comunista!

    “Mi muovo nella notte piena
    in faccia al cielo
    dove nessuno mi conosce per davvero
    e imparo a essere cattivo
    perché devo
    La meschinità mi accerchia
    e io spingo col pensiero
    lotto con me per primo
    ogni uomo ha un motivo
    per svegliarsi il mattino
    e mettersi in cammino
    mi muovo nella notte piena
    in faccia al cielo
    e cresce il desiderio
    cresce il desiderio e il veleno
    davanti le vetrine dell'impero
    ancora un giorno passa a caccia di denaro
    non rido a essere trattato come schiavo
    il mio vestito è nuovo
    ma resto il bastardo che ero
    senso dello Stato uguale zero
    Lezione prima ingoia
    seconda ancora ingoia
    c'è sempre un motivo per andare in paranoia
    se vuoi morire muori
    niente di male
    per quanto mi riguarda sono accanito a vivere e volare
    questo non è il mondo dei pari
    e faccio paragoni per capire perché non viviamo da uguali
    ora basta troppe canne e cattiveria ci vuole
    spingo il mio valore
    niente rassegnazione
    un terminale muore in prigione
    per l'illusione che nessuno provi più a rubare
    mi hanno interrotto i sogni
    bandito
    mi muovo coi compagni
    un occhio all'immediato e uno all'infinito
    ci sarà per noi un angolo pulito
    in un mondo di mercanti dove il meglio l'ho espropriato.”
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    Europeista

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Europeista il Ven Giu 05, 2009 12:15 pm

    ……. Proletario?... è colui che non detiene il possesso dei suoi propri mezzi di produzione, cioè il 90% della popolazione sarda, italiana, europea, planetaria…..
    Certo, viene da sorridere per l’ingenuità con cui affermi i criteri della mobilità sociale. Ma voglio dirti una cosa: il piccolo imprenditore è una merda e uno squalo quanto quello grande, se non di più! Il mito del “piccolo è bello” in contrapposizione al “grande capitale” (concetto tanto caro al vecchio PCI, vedi Emilia, Toscana, Umbria ecc.) si è rivelato per ciò che è: sfruttamento concentrato alla massima potenza su scala minore. Non è un caso che il lavoro in nero sia maggiormente diffuso nella piccola impresa, come pure gli stipendi da fame e i ricatti derivati da una situazione di assenza di tutela sindacale. Paradossalmente nelle grandi aziende o fabbriche i lavoratori riescono a far rispettare di più il CCNL, talvolta incidendo su conquiste via via più progressive. A scanso di equivoci ti rassicuro che non credo che la soluzione sia nell’affermazione della grande industria, bensì nella distruzione del modo di produzione che genera l’ingiustizia e lo sfruttamento, su grande e piccola scala: il capitalismo.

    Il fatto che i piccoli imprenditori sono tartassati dalle tasse è vero, ma non giustifica che essi possano sbranare i loro simili per garantire la sopravvivenza della propria attività. Se la prendano con lo Stato-Capitale e non con il commesso, il manovale, il giardiniere ecc., pagandolo, se va bene, meno di mille euro al mese per un monte ore inferiore a quello effettivamente svolto.

    P.S. …. Riguardo alla Resistenza….. Una bandiera Libertas (rondine) non fa primavera….. L’80% dei partigiani erano comunisti o socialisti marxisti!.... informati…. Anche da Pansa se vuoi…….

    Bene, stai definendo il concetto di proletario, allora posso informarti che in Sardegna la piccola e media impresa detiene il 99% dei propri mezzi di produzione.
    Il piccolo imprenditore è squalo quanto quello grande?
    Andate a spiegarlo al 90% degli allevatori Sardi, a questo proposito ti ricordo che anche Gramsci (che ha portato come Marx pietre miliari) oggi su molti aspetti è ovviamente superato: Che cosa mi dici del fatto che quì manchino aziende di trasformazione e le nostre (di produzione) diventino ostaggio di quelle del "giro che conta"? Politica mio caro, clientele, non capitalismo.
    Noi abbiamo imprenditori che pagano la subordinazione ad un sistema centralista e clientelare.
    L'imprenditore non può prendersela con lo stato, perché in una democrazia per fare ciò servono gli strumenti, che sono i partiti: E l'indipendentismo i partiti seri a mio avviso (e unitari) li deve ancora costruire. E di sicuroi il modello di partito a cui ambite voi non vi procurerebbe simpatie presso il 90% della forza lavoro Sarda d'impresa, che appunto, detiene la maggiorparte dei mezzi di produzione. Quello che manca è l'oganizzazione ed una politica che consenta di fare fronte comune per lo sviluppo, disarcionando gli impedimenti per far decollare gli investimenti.
    Sulla Resistenza ti dico io chi erano "i partigiani" che hanno fatto il grosso del lavoro: Washington e Londra...
    Senza di loro oggi sareste ancora sui monti a sparare da dietro un albero alla colonna della Wehrmacht di passaggio....

    Rosso

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    ..... trullaleru trullallà!

    Messaggio  Rosso il Ven Giu 05, 2009 1:01 pm

    … e probabilmente tu guideresti uno di quei camion della colonna della Wehrmacht…. Adducendo quale scusante di essere “ostaggio” del “giro che conta”!

    ….baggianate!!... Anzitutto, non è vero che il 90% dei pastori siano proprietari dei terreni in cui pascolano. Secondariamente è improprio usare il termine allevatore in modo così generico…. Quasi che gli allevatori in Sardegna fossero “economicamente” tutti uguali. Poi, siccome io non vivo nel mito del “popolo lavoratore”, ma analizzo la realtà dei fatti, ti dico pur che l’imprenditore o l’allevatore POSSONO prendersela con lo Stato-Capitale…. E che cazzo!... b’at zente chi ucchiet una pessone si li urana unu porcheddu e poi, d’ainnanitis de chie l’ispremet su icatu si cacata?......

    …il potere in Sardegna lo gestisce una minoranza della popolazione… così come avviene ovunque!
    E questa minoranza lo gestisce con la stessa logica di chi si fa Potere oltre Tirreno!

    ...Riguardo al “mio” partito… beh!... ti dico questo… Noi comunisti lottiamo non per il consenso e la “simpatia” in quanto tale… non assecondiamo l’egoismo, l’individualismo, il servilismo per una manciata di voti!... Lottiamo per quella rivoluzione che si propone di distruggere la società dove i desideri non si realizzano per sostituirla con quella in cui i desideri si compiranno!... e il problema del capitalismo è che sul muro spruzzato del sangue di milioni di rivoluzionari fucilati, sul muro finale, ci sarà sempre scritta la promessa del “giacobino” Saint-Just: “la Rivoluzione deve fermarsi soltanto alla felicità!”.

    N.B.:… piantatela con la tiritera dei sardi vittime degli altri… Quasi fossimo burattini deficienti. E’ troppo offensivo!... Essere indipendentisti non significa negare che i sardi di oggi sono politicamente e culturalmente servili, individualisti, egoisti… capaci di affogare nella merda quotidiana ma di mobilitarsi per soddisfare le “esigenze” del turista!... si asfaltano strade, aggiustano le fogne, piantano aiuole, organizzano concerti..… non per noi “indigeni”… bensì per i “diritti del turista”! Ma, vaff…..!
    Dulcis in fundo… caro Europeista, di quale nazionalità sono quei costruttori che hanno fatto scempio delle nostre coste?.... forse sardi?..... o loro poverini.. quando buttano colate di cemento q un metro dal mare lo fanno poiché costretti dalle circostanze?.... Ma vafff……….!
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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Europeista il Ven Giu 05, 2009 2:12 pm

    Rosso ha scritto:… e probabilmente tu guideresti uno di quei camion della colonna della Wehrmacht…. Adducendo quale scusante di essere “ostaggio” del “giro che conta”!

    ….baggianate!!... Anzitutto, non è vero che il 90% dei pastori siano proprietari dei terreni in cui pascolano. Secondariamente è improprio usare il termine allevatore in modo così generico…. Quasi che gli allevatori in Sardegna fossero “economicamente” tutti uguali. Poi, siccome io non vivo nel mito del “popolo lavoratore”, ma analizzo la realtà dei fatti, ti dico pur che l’imprenditore o l’allevatore POSSONO prendersela con lo Stato-Capitale…. E che cazzo!... b’at zente chi ucchiet una pessone si li urana unu porcheddu e poi, d’ainnanitis de chie l’ispremet su icatu si cacata?......

    …il potere in Sardegna lo gestisce una minoranza della popolazione… così come avviene ovunque!
    E questa minoranza lo gestisce con la stessa logica di chi si fa Potere oltre Tirreno!

    ...Riguardo al “mio” partito… beh!... ti dico questo… Noi comunisti lottiamo non per il consenso e la “simpatia” in quanto tale… non assecondiamo l’egoismo, l’individualismo, il servilismo per una manciata di voti!... Lottiamo per quella rivoluzione che si propone di distruggere la società dove i desideri non si realizzano per sostituirla con quella in cui i desideri si compiranno!... e il problema del capitalismo è che sul muro spruzzato del sangue di milioni di rivoluzionari fucilati, sul muro finale, ci sarà sempre scritta la promessa del “giacobino” Saint-Just: “la Rivoluzione deve fermarsi soltanto alla felicità!”.

    N.B.:… piantatela con la tiritera dei sardi vittime degli altri… Quasi fossimo burattini deficienti. E’ troppo offensivo!... Essere indipendentisti non significa negare che i sardi di oggi sono politicamente e culturalmente servili, individualisti, egoisti… capaci di affogare nella merda quotidiana ma di mobilitarsi per soddisfare le “esigenze” del turista!... si asfaltano strade, aggiustano le fogne, piantano aiuole, organizzano concerti..… non per noi “indigeni”… bensì per i “diritti del turista”! Ma, vaff…..!
    Dulcis in fundo… caro Europeista, di quale nazionalità sono quei costruttori che hanno fatto scempio delle nostre coste?.... forse sardi?..... o loro poverini.. quando buttano colate di cemento q un metro dal mare lo fanno poiché costretti dalle circostanze?.... Ma vafff……….!

    La maggiorparte degli allevatori è proprietaria del terreno e anche laddove non lo è, hanno la proprietà dei capi di bestiame e dei materiali di lavoro.
    Per 99% -di piccola e media impresa- si intende il complesso delle attività Sarde e quindi non solo del settore primario (allevamento nel caso citato). Mai sentito parlare del popolo della partita IVA?
    Come li chiamerebbe Marx oggi costoro? Proletari a metà?

    Sul cemento, chi lo getta, di qualsiasi nazionalità, lo fa perché ci sono istituzioni assenti o che lo consentono, magari perché il presidente del consiglio ed il leader dell'opposizione sono amici o comproprietari di gruppi immobiliari e/o vicini alle banche legate a doppio filo coi partiti.
    E' in questo clima che anche il locale compie lo stesso scempio del rapinatore/speculatore esterno.
    In altri stati la speculazione la si blocca con la politica e le leggi giuste.

    I Sardi servili ci sono perché per anni l'ideologia che porti avanti ha impedito all'indipendentismo di evolversi e si sono persi anni dietro a fantasie, mentre i partiti italiani hanno raccolto tutto quello che potevano raccogliere. Ecco perché è pieno di servili in giro: Perchè manca una forza che li raccolga.

    Rosso

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    ..... il servaggio spesso è colpa pèiù dei servi che dei padroni!

    Messaggio  Rosso il Ven Giu 05, 2009 2:34 pm

    .... il locale quindi subisce l'influenza del generale.... becero giustificazionismo!
    e il libero arbitrio?.. la coscienza?... la responsabilità?...
    parliamo di uomini o pecore?...

    ... e riguardo alle pecore, un appunto:anche nell'800 i contadini, magari, erano proprietari della zappa, ma non per questo potevano essere considerati imprenditori!.... forse dovevo chiarire meglio il concetto (chiedo venia!).... sfruttatore grande e piccolo è chi sulla base della proprietà dei mezzi di produzione, assume forza lavoro e si "pappa" parte del lavoro altrui... Questo si chiama PLUSVALORE! Al contrario, chi vende il proprio lavoro, come molti con partita iva, viene rapinato dell'effettivo valore di ciò che ha prodotto... Questo si chiama SFRUTTAMENTO!.... Mentre il padrone si gode il suo e parte della richezza prodotta dai suoi dipendenti... Questo si chiama PROFITTO!
    ...a ben vedere, dentro il popolo delle partite ive ci sono anche molti molti proletari, di fatto "salariati"!

    ...citi Marx, ma a parte qualche prefazione scritta da altri, lui lo hai mai letto?...

    ... ultima cosa: colpa dei comunisti le giuste aspirazioni di emancipazione dei sardi?...
    se non fosse stato per i comunisti, i sardi e i lavoratori di tutto il mondo si leverebbero ancora il cappello quando passa il signor ingegnere!!!

    ..... l'indipendenza senza la lotta di classe è uno dei tanti "oppio dei popoli".
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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Europeista il Ven Giu 05, 2009 2:57 pm

    .. il locale quindi subisce l'influenza del generale.... becero giustificazionismo!
    e il libero arbitrio?.. la coscienza?... la responsabilità?...
    parliamo di uomini o pecore?...

    ... e riguardo alle pecore, un appunto:anche nell'800 i contadini, magari, erano proprietari della zappa, ma non per questo potevano essere considerati imprenditori!.... forse dovevo chiarire meglio il concetto (chiedo venia!).... sfruttatore grande e piccolo è chi sulla base della proprietà dei mezzi di produzione, assume forza lavoro e si "pappa" parte del lavoro altrui... Questo si chiama PLUSVALORE! Al contrario, chi vende il proprio lavoro, come molti con partita iva, viene rapinato dell'effettivo valore di ciò che ha prodotto... Questo si chiama SFRUTTAMENTO!.... Mentre il padrone si gode il suo e parte della richezza prodotta dai suoi dipendenti... Questo si chiama PROFITTO!
    ...a ben vedere, dentro il popolo delle partite ive ci sono anche molti molti proletari, di fatto "salariati"!

    ...citi Marx, ma a parte qualche prefazione scritta da altri, lui lo hai mai letto?...

    ... ultima cosa: colpa dei comunisti le giuste aspirazioni di emancipazione dei sardi?...
    .... l'indipendenza senza la lotta di classe è uno dei tanti "oppio dei popoli".

    L'indipendentismo senza la lotta di classe sarà realtà.

    Ti lamentavi della scarsa coscienza dei popoli? Questa non è mica politica, in uno stato di diritto (ammesso che oltre Marx tu abbia letto qualcosa al riguardo) lo stato ha anche il dovere di educare, è il principio della regola e della sanzione.
    Senza la sanzione, al di là di rari casi nel mondo, il genere umano sfrutta tutto quello che può sfruttare. Questa di appellarsi alla ragione è una bella cosa ma nella realtà le cose sono diverse, dovresti fare catechismo.

    Sul lavoro, concordo con le ultime cose che hai detto...ma se fossimo in piena epoca feudale. Il regio editto delle chiudende ha rimosso quel problema da parecchio tempo.
    Quì casomai oggi chi sta sfruttando con le partite Iva è lo stato.

    Marku

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    s'indipendentzia de is ideas

    Messaggio  Marku il Ven Giu 05, 2009 6:16 pm

    Oh Rosso, mancu mali ca is cosas ti nci bessint che pira’e sposa! Is pratzidorias, de is capus mannus de s’internatzionalismu social-comunista benint de attesu, in sa cuarta internazionali nd’est bessia de totu s’ala de s'anarchismu! Duncas, cumenti fais ancora oi a nai “proletari di tutto il mondo unitevi”, candu s’unidariedadi no dha tenint nimancu is concas mannas burghesas, fintas rivolutzianarias? De sciollorius nd’as ghetau a pari tropus! Sa Resistentzia lassadha aundi est, no bandis a dha morigai prus de tanti, poita cuss’atru calloni de Pansa, est inutili chi neriri, una gherra civili est una cosa trista po donia populu e donia natzioni! Candu s’arribbant a bocciri fradis in paris, ti lassau crei ita casinu est succediu nantis de sa reatzioni a su fascismu! Ti contu unu fatu de unu tziu cosa mia de Portu’e Iscusi, chi un’iscuadra fascista de Bidha’e Cresia, dh’ant bocciu dus tzius is fradis Fois, cun totu custu, no funt diacci serraus cumenti’e certus comunistas turraus chi conosciu! Calincunu de cuss’iscuadra est mortu solu che cani, in Gonnesa no dh’at carculau prus nemus po fintzas a cand’est mortu, gi est istetiu atru che dh’essi bocciu una borta arrutu su fascismu, o nou? Pansa lassadhu perdi, a mei ti nau sa beridadi ca mi ‘eniri gana mala scetti a dhu intendi, poita bandara a ndi torrai a bogai cosas chi genti meda est in circa de iscadesci cun su tempus, certas feridas si depint sanai, a fortza de dhe morigai sa cosa puresciri! Nosus sardus no seus ne mellus e ne peus de atrus populus, torrendi a su scorriu de francesus cun tedescus a s’internatzionali, nosus si depeus iscioberai su caminu nostru, candu eus a essi unba repubblica indipendenti y eus a podi fai una politiga estera nostra, intzandus eus a podi aggiudai atrus populus a andai ainantis mellus, diacci in custas cunditzionis nosus puru seus unu populu arretrau! Ti ‘ollemu nai puru, ca in s’adedu miu nci tengu parentis chi si nanta Angioy e, ti nau ca funt personas normalis cantu’e is atrus, chi si nanta Lebiu “su rej” chi est istetiu cuimandanti de sa militzia cresienti chi est mortu a Is Pruinis in s’oru’e Sant’Antiogu contras a is francesus. S’atru ti dap’a nai in atru momentu chini seu deu e ita apu fatu e bollu ancora fai! Saludus indipendentistas.
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    sardignaruja

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    rosso, rossetto, rosato..

    Messaggio  sardignaruja il Ven Giu 05, 2009 8:00 pm

    Rosso ha scritto:PROLOGO:…. L’indipendentismo sardo? La sua situazione oggi è catastrofica e comatosa… ed i medici continuano a litigare presso il malato scambiandosi insulti, botte e calci nelle palle.

    ATTO I: … tanto va il Sabino a lardo che ……………………………….…

    …… Vengo tacciato da un “poltrone” di essere un “ravanello”. E badate bene che per poltrone non intendo l’accezione di “mandrone”, bensì quella legata al sostantivo poltrona, sedia, cadira, cratea…. Quella per intendersi sulla quale certo indipendentismo “rivoluzionario” si sarebbe voluto sedere (il potere logora chi non lo ha?). Una poltrona tanto ambita quanto istituzionale…. di quelle in cui siedono i rappresentanti dello Stato colonialista, cattivo e crudele….. dagli a-manchisti, però, ugualmente bramata!…
    Certo,consci della responsabilità di fronte a “Su Populu Traballadore Sardu” sono scesi in campo, hanno bevuto l’amaro calice, e sicuramente prima si sono sciacquati la bocca e la coscienza con la dottrina del “cambiare le cose dal di dentro”, della tattica da realpolitik… Peccato che questo odori più di riformismo che di rivoluzione; un riformismo vecchio come il cucco!
    Caro Sardigna Ruia, parli di Gramsci. Lo avrai letto! Lo hai capito?...…perché in Gramsci il rapporto tra struttura e sovrastruttura è invertito, pur in uno schema di azione reciproca, al punto che il nostro conterraneo afferma che le ideologie diventano il momento primario della storia, le istituzioni il momento secondario. Ma tanto è, che tu e i tuoi compari a piè pari avete ingranato la seconda (le istituzioni) e via…… verso il più schietto trasformismo opportunistico. E l’ideologia? O ideale?... beh, quello lo si adegua! Alla contraddizione capitale-lavoro si sostituisce quella italiano-sardo, alla lotta la propaganda elettorale… et voilà… il gioco è fatto!... Nazionalismo in salsa nazionalista!

    Il “guaio” nel quale mi son cacciato, io che alla diatriba multimediale preferisco da sempre la militanza di strada, non nasce dalla voglia di polemica… Semplicemente, dall’idiozia di chi scrive che in Sardegna i lavoratori muoiono e soffrono più che altrove!... Bada bene, è “un’idiozia” poiché scritta da uno che si definisce comunista, l’avesse scritta uno di SN… beh… sarebbe stata la normale affermazione (idiota) di un nazionalista (che sta alla Destra, come il piede nella staffa!) …..

    ……Caro Sardigna Ruia, ma hai mai visto le condizioni di lavoro e contrattuali degli operai del nord-est o dei braccianti del mezzogiorno, dei precari e dei lavoratori in nero d’oltre Tirreno?..... io le conosco: uguali a quelle dei lavoratori sardi….

    Sicuramente, fai bene a preoccuparti dei lavoratori sardi (come lo faccio io, da sardo)…. Niente di più scontato: ciascuno lotta nel pezzo di terra che gli tocca calpestare tutte le mattine quando scende dal letto. Ma farlo piangendosi addosso (i poveri sardi vittime del colonialismo) è ridicolo, poco dignitoso e patetico. Ed è pericoloso farlo, quando si compara la “quantità/qualità” di sfruttamento presente tra gli sfruttati di lì, di là, di qui. Soprattutto, infilando nel calderone del colonialismo anche i compagni (com’è che li chiamate? “italioti”)……. colpevoli di essere italiani, dunque complici dello Stato colonialista italiano. Bell’ideologia!.... La stessa che è stata l’anticamera della divisione - interna all’Internazionale - tra operai tedeschi e francesi, che da fratelli di lotta si son ritrovati nemici d’armi nella seconda guerra mondiale.

    P.S……. Caro Sardigna Ruia, Gramsci quando usava il termine “giacobino”, lo usava nell’accezione del progetto di realizzare la filosofia tramite la rivoluzione totalitaria. Ovvero sia una rivoluzione (come quella francese) che praticamente (e in tutt’altra direzione) travolgesse ogni aspetto dell’ancien regime…. Come dire, la filosofia non deve contemplare il mondo ma cambiarlo!…………. Oltrettutto, Gramsci, come ogni marxista, non hanno mai considerato i giacobini avanguardia delle istanze rivoluzionarie in senso stretto…. Ciò, pur non negando gli aspetti positivi che il giacobinismo portò con sé (anche e di riflesso!) rispetto alle istanze del popolo. Un po’ come la Liberazione,la quale non cambiò il decalogo della classe dominante, ma seppe produrre degli effetti indiscutibilmente progressivi per il popolo (qualche diritto, una maggior libertà e benessere ecc.). Insomma, la Rivoluzione francese è stata una Rivoluzione, popolare nelle dinamiche, ma “borghese” e restauratrice di una “piramide sociale” che di proletario non aveva altro che le adunate per il pane!!!.... E nota bene, mi affascina il modello antropologico del giacobinismo, la sua attitudine all’azione ed alla distruzione creatrice, ma non dimentico che all’epoca era per istaurare un regime borghese…. Ancora ne paghiamo lo scotto…. E più di noi il Sud del mondo!!!!!
    ….. Per quanto riguarda Angioi, come tutti i giacobini si guardava bene dall’abolire la distinzione tra popolo e borghesia!.... e trovo fuorviante che dei comunisti, anziché celebrare coloro che questa distinzione non l’hanno mai fatta (leggi, Partigiani) si perdano nell’apporre targhe e medaglie per quelli che in parole povere sono miti della borghesia….. Questo nonostante tutta la mia simpatia per Saint-Joust….. forse il più socialista tra tutti i “rivoluzionari borghesi”.

    …anzi, a pensarci bene, fai/fate bene a osannare Angioi. E’ il primo momento, quello dell’ideologia quale presa di coscienza, per realizzare quello che siete: dei riformisti piccolo borghesi (non so se per ceto; culturalmente si, piccolo borghesi)!!!...


    ATTO II: … URN e il mito americano del venditore di noccioline che diventa presidente (leggi, Jimmy Carter).

    ……. Proletario?... è colui che non detiene il possesso dei suoi propri mezzi di produzione, cioè il 90% della popolazione sarda, italiana, europea, planetaria…..
    Certo, viene da sorridere per l’ingenuità con cui affermi i criteri della mobilità sociale. Ma voglio dirti una cosa: il piccolo imprenditore è una merda e uno squalo quanto quello grande, se non di più! Il mito del “piccolo è bello” in contrapposizione al “grande capitale” (concetto tanto caro al vecchio PCI, vedi Emilia, Toscana, Umbria ecc.) si è rivelato per ciò che è: sfruttamento concentrato alla massima potenza su scala minore. Non è un caso che il lavoro in nero sia maggiormente diffuso nella piccola impresa, come pure gli stipendi da fame e i ricatti derivati da una situazione di assenza di tutela sindacale. Paradossalmente nelle grandi aziende o fabbriche i lavoratori riescono a far rispettare di più il CCNL, talvolta incidendo su conquiste via via più progressive. A scanso di equivoci ti rassicuro che non credo che la soluzione sia nell’affermazione della grande industria, bensì nella distruzione del modo di produzione che genera l’ingiustizia e lo sfruttamento, su grande e piccola scala: il capitalismo.

    Il fatto che i piccoli imprenditori sono tartassati dalle tasse è vero, ma non giustifica che essi possano sbranare i loro simili per garantire la sopravvivenza della propria attività. Se la prendano con lo Stato-Capitale e non con il commesso, il manovale, il giardiniere ecc., pagandolo, se va bene, meno di mille euro al mese per un monte ore inferiore a quello effettivamente svolto.

    P.S. …. Riguardo alla Resistenza….. Una bandiera Libertas (rondine) non fa primavera….. L’80% dei partigiani erano comunisti o socialisti marxisti!.... informati…. Anche da Pansa se vuoi…….

    P.P.S….. riguardo alla solidarietà ai lavoratori cinesi… beh!.... io non distinguo (come fate voi) uno sfruttamento da un altro (come si fosse dei tifosi di questo o quello Stato!)… quando dico… “solidarietà agli sfruttati”….. dico TUTTI gli sfruttati…. Senza distinzioni di patria, colore ecc…..[Se è per questo non mi piacciono le divise anche quando hanno la stella rossa!... gli “eserciti” son tutti tarati].... Però, una precisazione voglio farla…. Cambiano in parte i problemi ma non la natura dei problemi, non cambia la dimensione dello sfruttamento. Anche se in molti suoi aspetti cambia la forma, non cambia la divisione tra sfruttati e sfruttatori, parole antiche, forse in disuso, ma che continuano a rappresentare meglio di qualunque altra la cruda realtà dei fatti… E la realtà dei fatti è che la nostra misera ricchezza si regge sull’estrema povertà di quelli crepano dall’altra parte dell’emisfero. Quindi, per rispondere anche a quella “perla” di Sardigna Ruia..sì, dobbiamo lottare anche per i lavoratori russi, australiani, africani… noi che nel ventre della bestia (imperialista) pasciamo grazie ad benessere (minimale, certo!) fondato sulle guerre di rapina che i nostri governi (eletti anche dai sardi!!!) esportano in tutto il mondo!!!!.....


    FINALE:….. e fu così che soddisfai la curiosità di Sardigna Ruia svelando chi ero, sono, sarò….. un comunista!

    “Mi muovo nella notte piena
    in faccia al cielo
    dove nessuno mi conosce per davvero
    e imparo a essere cattivo
    perché devo
    La meschinità mi accerchia
    e io spingo col pensiero
    lotto con me per primo
    ogni uomo ha un motivo
    per svegliarsi il mattino
    e mettersi in cammino
    mi muovo nella notte piena
    in faccia al cielo
    e cresce il desiderio
    cresce il desiderio e il veleno
    davanti le vetrine dell'impero
    ancora un giorno passa a caccia di denaro
    non rido a essere trattato come schiavo
    il mio vestito è nuovo
    ma resto il bastardo che ero
    senso dello Stato uguale zero
    Lezione prima ingoia
    seconda ancora ingoia
    c'è sempre un motivo per andare in paranoia
    se vuoi morire muori
    niente di male
    per quanto mi riguarda sono accanito a vivere e volare
    questo non è il mondo dei pari
    e faccio paragoni per capire perché non viviamo da uguali
    ora basta troppe canne e cattiveria ci vuole
    spingo il mio valore
    niente rassegnazione
    un terminale muore in prigione
    per l'illusione che nessuno provi più a rubare
    mi hanno interrotto i sogni
    bandito
    mi muovo coi compagni
    un occhio all'immediato e uno all'infinito
    ci sarà per noi un angolo pulito
    in un mondo di mercanti dove il meglio l'ho espropriato.”


    è bello che tu alla fine citi una canzone degli Assalti Frontali (dall'album Banditi), i quali sono tutto tranne che comunisti impiegnati nella costruzione del partito.. e comunque finisce con "rubato", non "espropriato".

    Ciao Ravanello.
    non hai risposto alla mia domanda.. per favore esplicita in che cosa consiste il tuo essere "comunista", dato che a casa mia i comunisti sono quelli impegnati nella costruzione dell'organizzazione comunista. Gramsci, Lenin e tanti altri che citi hanno fatto questo: hanno militato nella socialdemocrazia e se ne sono staccati solo quando erano mature le condizioni per dare vita ad una avanguardia rivoluzionaria le cuo posizioni erano più avanzate. in sardigna c'è una avanguardia rivoluzionaria con posizioni più avanzate della Manca? se si per favore dimmelo che muoio dalla voglia di diventarne parte integrante e di convincere i miei compagni a seguirmi. altrimenti la tua battaglia - visto che ti piace citare Gramsci dal Bignami - è di tipo "illuminista", cioè totalmente viziata dal verbalismo idealista che non ha alcun effetto pratico. la critica, diceva Mao, è un concetto pratico. critico perché sto costruendo qualcosa oggettivamente più avanzato! ci dici per favore cosa? altrimenti taci o stai alla finestra come tanti tuoi simili che sanno solo criticare a Manca senza d'altronde proporre nient'altro..

    per quatno riguarda la tua posizione mi permetto di suggerti che è più anarcoide che comunista.. non mi risulta infatti che nessun comunista abbia mai affermato che non ci si può candidare alle elezioni. Engels ha dato indicazioni ai socialdemocratici in questo senso, i bolscevichi erano alla Duma, Gramsci era parlamentare, gli spartachisti sedevano al Reichtstag ecc... forse più che comunista sei anarco-individualista, forse più che Lenin dovresti leggere Stirner o i deliri di Bakunin.. prova un pò.. magari ti piacciano!

    A Manca ha spiegato perché era TATTICAMENTE necessario partecipare alle elezioni regionali. ci sono i documenti sul sito. se non li hia letti non è colpa mia.

    evito di entrare nel merito della tua polemica teorica. sai chi sono, dove sono, come mi muovo e le nostre iniziative sono sempre pubbliche e pubblicizzate. vieni a trovarci e a scontrarti con noi. visto che i comunisti (tu ovviamente) di solito cercano sempre lo scontro con i traditori socialdemocratici e socialfascisti (noi ovviamente). o hai paura di prendere schiaffi politici e teorici da chi ha una analisi più avanzata dei tuoi due slogans sul proletariato, sulla lotta di classe ecc..?

    p.s. ovviamente sono daccordo sul fatto che l'indipendentismo ha senso solo nella misura in cui si muove sul terreno della lotta di classe. pecato che di indipendentista nelle tue parole non ci sia assolutamente nulla!

    p.s. II. dare dell'arrivista e del "poltronista" a me è abbastanza ridicolo. qualcunque partito borghese italianista farebbe a gara per avermi fra le sue fila e potrei fare un'ottima carriera date le mie qualità intellettuali e politiche. e non lo dico per retorica, ma solo perché è oggettiavamente vero per quanto riguarda me e moltissimi altri compagni di a manca.
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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  juanna maria il Ven Giu 05, 2009 8:51 pm

    e ajò, il PSII, te lo potevi risparmiare, non metto in dubbio le tue capacità, ma darsele ...non mi pare bello, unu pagu de "umiltà" non fa male nella vita

    senza offesa,nel senso...prendila come un consiglio, non ne ho tanti da dare, ma questa volta mi sento di darlo

    chin amistade
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    sardignaruja

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    non è così

    Messaggio  sardignaruja il Ven Giu 05, 2009 9:12 pm

    no ti sbagli..
    di fronte a chi ci da degli arrivisti bisogna sbattergli la verità in faccia! e la vertià è questa!! io non sono una persona umile e non mi piace nascondermi nello scontro politico. certa gente va zittita subito e stroncata sul nascere, altrimenti si permette di fare affermazioni che sono totalmente arbitrarie. io arrivista? l'accusa di arrivismo è pesante e ingiustificata e secondo me è necessario mettere subito i puntini sulle i. !!
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    juanna maria

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  juanna maria il Ven Giu 05, 2009 10:55 pm

    sardignaruja ha scritto:no ti sbagli..
    di fronte a chi ci da degli arrivisti bisogna sbattergli la verità in faccia! e la vertià è questa!! io non sono una persona umile e non mi piace nascondermi nello scontro politico. certa gente va zittita subito e stroncata sul nascere, altrimenti si permette di fare affermazioni che sono totalmente arbitrarie. io arrivista? l'accusa di arrivismo è pesante e ingiustificata e secondo me è necessario mettere subito i puntini sulle i. !!


    e perchè mi dovrei sbagliare? Laughing

    ...iscancello tottu

    su forum brincat istasero...non sò perchè

    Rosso

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    …. Capitolo ultimo: su Icaro e sulla presunzione che gli tarpò le ali…

    Messaggio  Rosso il Sab Giu 06, 2009 7:43 pm

    Ciao Poltrone,

    non lo metto in dubbio, sicuramente in un PD o PDL avresti fatto carriera…. Vi trovano spazio nani e ballerine, figurarsi uno con un autostima simile a quella del grande capo Silvio!... Però, a dire la verità, io non ho accusato te o A Manca di arrivismo, bensì ho parlato di trasformismo opportunistico (la differenza tra i due concetti penso la si possa trovare anche dentro qualche Bignami!) senza esprimermi sui motivi della vostra inversione di rotta. Che la scelta dipenda dal potere o dal denaro, dal prestigio o dal narcisismo, da un analisi errata della fase o da una svista, non mi interessa; ciò non cambia le dinamiche contradditorie del vostro agire.
    Mi chiedi se in Sardegna esiste un’avanguardia più “avanzata” in numero e analisi di A Manca?! Sotto intendendo altrimenti di tacere?!...Beh.. vorrà dire che convincerò 41 compagni a sottoscrivere il mio punto di vista in modo da essere legittimato ad esprimere un parere più “autorevole” del vostro, che siete in 40!
    … 40,come quelli di Alì Babà: non ladroni, ma avanguardie! Scusami l’ignoranza, ma avanguardie di chi e che cosa? Il concetto di avanguardia presuppone necessariamente una retroguardia, il popolo, che in una qualche misura riconosca l’avanguardia, altrimenti, si è solo qualcosa per se stessi, né “avan” né “retro”, ma solo “guardia”.
    Guardia….. per l’appunto, come quando Unidade Indipendentista si è presa pubblicamente l’impegno di evitare che i “compagnotti italiotti” potessero creare incidenti al G8 de La Maddalena, rassicurando in sol colpo lo Stato colonialista italiano e la polizia sua diramazione. Chissà, senza il terremoto dell’Abruzzo vi avremo visti reprimere i “facinorosi” rincorrendovi in efficienza con le guardie “italiotte”, i poliziotti!... ah, ah, ah!.. scherzo?! Non son così malizioso?!

    Ma torniamo a noi, sarò franco: contesto la tua autoproclamata preparazione. Magari hai studiato, letto e attaccato il culo alla sedia per prepararti ad assolvere al ruolo di avanguardia, ma lo hai fatto memorizzando senza un briciolo di elaborazione. Che diamine! Lenin, Gramsci e la mia adorata Rosa Luxemburg hanno ovviamente sperimentato l’opzione parlamentare, ma in un contesto che dopo duemila anni di niente era nuovo e dunque praticabile nei termini di sperimentazione. Ma oggi; oggi la rappresentanza istituzionale è la desolante autoassoluzione che permette ai padroni e ai governanti di non essere definiti dittatori. E comunque, bada bene, che in precedenza, io non ho scritto di essere astensionista di principio (hai proprio il vizio di leggere senza elaborare!) ho semplicemente espresso un giudizio su una tattica (o strategia?) in questa fase (nel 2009) portata avanti da dei comunisti (vi considero comunque tali, come pure i rifondaroli; non mi appartiene né il social fascismo, né certo stalinismo culturale, che anzi, trasborda dai vostri documenti). I tempi e i contesti sono importanti, caro patriotta! Altrimenti, ogni azione perderebbe di significato. Ad esempio, tra il Lenin di “Stato e Rivoluzione” e il Lenin del “Che fare?” esiste un abisso, si dice tutto e il contrario di tutto, ciò che li distingue, però, è il periodo e il contesto durante il quale sono stati scritti. Ora, tu puoi anche darmi dell’anarchico, e lo capisco… siccome gli Assalti frontali sono anarchici, non sei capace di accettare che il testo di Banditi possa calzare bene addosso a qualsiasi ribelle, anche comunista. Bell’elasticità mentale! Un po’ di comodo, però; esalti il borghese Angioi scremando, distinguendo e spiegando ai quattro venti i sé e i ma del suo pensiero e poi non cogli neanche il senso con cui ho allegato quel bel testo, che bene descrive uno stato d’animo soggettivo rispetto alla miseria oggettiva dei tempi!

    Il sottoscritto e l’indipendenza? E’ vero, rispetto ai canoni “tradizionali” sardi (i vostri!) non sono un indipendentista “puro”, ciò non toglie che io sia, anche, un indipendentista! Lo sono non perché ritenga che Stato e Nazione debbano coincidere (concetto più borghese-conservatore che rivoluzionario) ma semplicemente perché da un punto di vista logistico e di pratica politica attiva ritengo che in Sardegna sia possibile costruire un percorso rivoluzionario verso il comunismo (scusatemi l’estremo schematismo!) più che sul piano italiano.
    Che poi, io per coscienza, cultura, identità etnico-linguistica, mi senta sardo, ciò è ininfluente rispetto al feticcio del confine (inteso come frontiera, ndr) e alla lotta contro un sistema fondato sull’ingiustizia e il sopruso (due concetti che non hanno patria, ndr).

    P.S….. caro Sardigna Ruia, io non so chi tu sia precisamente, se quello sul manifesto elettorale o quello che ha firmato quella “perla” di post iniziale che ha inaugurato la discussione; niente di personale, la mia critica è stata tutta politica. Se non mi firmo è perché nei blog per consuetudine ci si presenta con un nickname…. E la ritengo una buona cosa, vista la tendenza a rispondere in funzione non di “cosa” si afferma, ma di “chi” lo dice. Un buon scambio di idee è più dinamico e dialettico quando non influenzato dal pregiudizio!
    A tal proposito, caro Sardigna Ruia, mi spiace che tu mi abbia confermato quanto già pensavo….. non ti è passato neanche una volta per la testa di spiegarmi da “comunista” che per te il lavoratore italiano è pari e patta con quello sardo!......

    Adiosu……..
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    sardignaruja

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    ...

    Messaggio  sardignaruja il Dom Giu 07, 2009 3:35 am

    per me da comunista, ovviamente i lavoratori sardi sono la stessa cosa di quelli italiani e i padroni italiani sono la stessa cosa di quelli italiani. ma siccome sono un comunista che agisce in un contesto di sfruttamento coloniale, devo indirizzare tutte le mie forze a fare in modo che il movimento dei lavoratori prenda cosicenzxa del dobbio torchio subito. in Sardegna, come in tutte le colonie, le neo-colonie e gli stati ad indipendenza fantoccia, lo sfruttamento capitalistico è sempre declinato in forma coloniale e si va a congiungere con altri fenomeni non meno importanti come la disarticolazione della lingua e della cultura, la militarizzazione del territorio, le peggiori condizioni di salario e diritto a parità di mansioni, ecc.. ecco perché insistiamo sempre sulla polarizzazione lavoratori sardi - padronato coloniale e borghesia compradora (sarda od italiana non importa): perché in Sardigna non si può fare finta di essere a Milano, a Berlino come invece fai tu e molti altri compagni.
    sbagliamo? aiutaci a capire dove invece di chiamarci sciovinisti e traditori. ora hai abbassato i toni e mi fa piacere, ma all'inizio li hai alzati a freddo accusandoci di essere dei voltafaccia e come la Lega Nord con cui noi non abbiamo nulla a che spartire da nessun punto di vista (anche perché un popolo padano non esiste ed è un partito basato sul razzismo e sugli interessi della ricca e straffonttente borghesia del nord).

    quello che mi urta di ragionamenti come i tuoi è la puzza sotto il naso di chi, non proponendo alternative, aspetta alla finestra che comagni organizzati facciano qualche passo falso per sparci su.. tuo dovere sarebbe quello di conforntarti e fare avanzare le posizioni comuniste all'interno del movimento di liberazione nazionale, non di bersagliarci appena ci muoviamo. il diritto di critica è legittimo, ma la critica per i comunisti ha sempre una funzione dialettica e sintetica, se rimane nella fase negativa assomiglia più al nichilismo anarchico (Stirner infatti si blocca alla fase negativa della dialettica hegeliana) e soprattutto non produce niente se non sterili discussioni come queste..

    p.s. il post iniziale è del portavoce di aMpI.. è pure firmato..
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    sardignaruja

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    ps

    Messaggio  sardignaruja il Dom Giu 07, 2009 3:49 am

    p.s.
    le posizioni contro "i violenti" le ha prese Bustianu Compostu, non a Manca e non Unidade. a Manca in tutta la sua storia non ha mai fatto affermazioni simili neppure quando ci hanno sbattuto in galera agitando spettri inesistenti. SNI può fare tutte le dichiarazioni che vuole, non siamo la stessa cosa. e comunque si trattava di dichiarazioni successive alle infelicissime fuoriuscite di Caruso che aveva minacciato fuoco e fiamme al solito stile dei disobbedienti che abbaiano alla luna sulla pelle di chi fa lavoro sui territori. (a proposito.. ti piace più IL PARLAMENTARE RIFONDAROLO CARUSO CHE A Manca?!?).. Comunqie noi e SNI abbiamo molti motivi per lottare insieme in un'ottica di fronte unito dell'indipendentismo (e lo giustifichiamo nelle nostre tesi congrassuali), ma noi abbiamo una posizione di classe e anticapitalista, SNI no.. questo è chiaro a noi, a loro e a tutti quanti tranne che evidentemente a te!
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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  Gion Loi il Dom Giu 07, 2009 11:08 am

    sardignaruja ha scritto:p.s.
    le posizioni contro "i violenti" le ha prese Bustianu Compostu, non a Manca e non Unidade. a Manca in tutta la sua storia non ha mai fatto affermazioni simili neppure quando ci hanno sbattuto in galera agitando spettri inesistenti. SNI può fare tutte le dichiarazioni che vuole, non siamo la stessa cosa. e comunque si trattava di dichiarazioni successive alle infelicissime fuoriuscite di Caruso che aveva minacciato fuoco e fiamme al solito stile dei disobbedienti che abbaiano alla luna sulla pelle di chi fa lavoro sui territori. (a proposito.. ti piace più IL PARLAMENTARE RIFONDAROLO CARUSO CHE A Manca?!?).. Comunqie noi e SNI abbiamo molti motivi per lottare insieme in un'ottica di fronte unito dell'indipendentismo (e lo giustifichiamo nelle nostre tesi congrassuali), ma noi abbiamo una posizione di classe e anticapitalista, SNI no.. questo è chiaro a noi, a loro e a tutti quanti tranne che evidentemente a te!




    ... Salude compatrioti + indipendentistas ...

    Da un bell po che seguo i vostri (combattimento orale) ... non giudico nessuno, non m'intrametto per nessun motivo tra di vuoi ... è de giusto che lottate (intelletualmente) i vostri posizioni !!!!!!

    Grazie Sardignaruja che hai specificato bene ... Unidade ... a Manca ... SNI - abbiamo molti motivi per lottare insieme, la nostra ottica spesso si trova allineato perfettamente. Giusto però come hai sottolineato che aMpi e SNI sono due realtà, però capace di mettersi insieme per la stessa metà senza incomprensibili dichiarazioni di pregiudizi (come purtroppo d'altri partiti indip. "salta -fuori" perchè convinti di fare tutto da soli) !!
    Io da non comunista però anche da non capitalista, che mette come già scritto tutti questi term. "classe - anticapitalista" in riposo per sempre perchè stra vecchio - stra utilizzato - stra consumato ... L'indipendentista d'oggi vede con l'occhi liberi, vede chiaro e sereno perchè ha imparato della storia. Niente toglie che Karl Marx und Friedrich Engels erano importantissimo per l'umanità, ma oggi nel 2009 parliamo de sa Sardigna modernasa democràticasa unu esempiu pro realizàre kusto statu in manerasa ezzellènte unu statu nascidu sanasa, in mesu tottu sa klassa de sos Sardos COLLABORATORI (Operai) et IMPRENDITORI (Padroni)... Qui si podet dare a bìdere ke solu noisi "sos Sardos" semus ora in gradu pro faghere unu soziedade de goi !!!!!!!!!!!!! ... allora cosa serve ? ... certo che servano i comunisti "oggi in campo indipend. Sardo è aMpi, che comunque ha capito che solo insieme andremo realizzare tutto ciò !
    Anche una parte NON COMUNISTA e/o NON DI SINISTRA l'ha capita, ma attenzione non ditte però che questi sono Fascisti, di Destra, di Padroni, Berluscoiani, Capitalisti ecc. ... io (e naturalmente non parlo solo di me) non siamo niente "assolutamente" di questi genere ! smettiamola di offendere e guardiamoci in faccia, come ha dimostrato benissimo aMpi che un prezioso compagno di lotta pro s'indipendentzia de sa Sardigna.

    ... IL RESTO E' SOLTANTO CHIACCHIERE ...

    Grassias cun amistade ... Gion L.

    zdanov

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

    Messaggio  zdanov il Dom Giu 07, 2009 12:09 pm

    Spero che questo scritto non venga preso come una provocazione, al contrario il mio intento è quello di discutere apertamente con dei patrioti comunisti per dare un mio modesto contributo.
    Un punto da voi affrontato che mi ha colpito tra gli altri, è quello che riguarda una forma di lotta: quella della competizione elettorale.
    Dico subito che io non sono astensionista per principio, ma credo e sono convinto, che la lotta dei comunisti dentro una competizione elettorale è, e deve restare, una lotta tattica. Mi spiego meglio. In questa fase (lo riconoscete ambedue) i rapporti sociali sono determinati dall’imperialismo (fase suprema e putrescente del capitalismo) e in Sardegna si caratterizza col neo colonialismo; quindi la lotta dentro la competizione elettorale, deve prevedere un programma che rispecchi la contraddizione colonialismo-anti colonialismo, imperialismo-anti imperialismo.
    Perché affermo che questo tipo di lotta deve rientrare dentro la tattica? Lo affermo perché la borghesia imperialista ha creato, determinato, e quindi cerca di strumentalizzare le masse anche con la competizione elettorale, per mantenere il proprio status quo. Le masse lavoratrici nella competizione elettorale non hanno nessun strumento che possa mettere in pericolo (quello del voto è un palliativo) il potere borghese; ma i partiti e le organizzazioni che hanno in esse il proprio referente politico e che si pongono la distruzione degli attuali rapporti sociali per la costituzione di società socialiste possono, devono approfittare anche della competizione elettorale. Ripeto anche approfittare della competizione elettorale. Che è una forma di lotta come le tante altre che si possono realizzare. La questione della forme di lotta rientra comunque dentro una strategia che permetta la vittoria finale; cosi come le alleanze, ed è bene ricordare che le svariate forme di lotta si realizzano dentro un sistema di contro rivoluzione preventiva . Dentro l’ultima competizione elettorale si è dato vita ad un’alleanza tra diverse organizzazioni ed organismi patriottici (non entro nel merito del come e del perché): Unidade Indipendentista. Ho letto e studiato il programma e sinceramente non ho riscontrato un solo passaggio che facesse richiamo al socialismo. Dunque cari patrioti comunisti, io capisco che dentro un’alleanza si deve raggiungere un compromesso, ma compromesso significa che uno cede e l’altro guadagna per raggiungere l’obiettivo. L’obiettivo dei comunisti è quello di avere visibilità dentro una qualsiasi alleanza, oppure no? Secondo me sì. A mio modesto parere, quel programma elettorale rispecchia posizioni nazionaliste, escludendo di fatto le posizioni patriottiche comuniste. Se mi sbaglio correggetemi, ve ne sarei grato. Sbagliare è umano, ma i comunisti possono rimediare facendo critica e auto critica. Come ultima cosa chiedo: non è forse il caso di incominciare a discutere apertamente tra i patrioti che si definiscono comunisti, sia che essi siano organizzati o meno? Si può incominciare a discutere se ci sono le condizioni per creare i passaggi per la costituzione/fondazione del P.C.S.? Se lo ritenete opportuno le forme e i luoghi li potremmo ricercare insieme.

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    Re: aMpI sulla strage di Sarroch

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