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Su Forum de sos Indipendentistas Sardos / Il Forum degli Indipendentisti Sardi


    su ricattu de sempri, tarbballu po ambienti

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    Marku

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    Messaggio  Marku il Mar Giu 23, 2009 10:37 am

    Dopo il blocco della Portovesme srl
    gli operai occupano la Regione
    LA PROTESTA DEGLI OPERAI DELLA PORTOVESME SRL
    Prosegue l'occupazione della sede dell'Assessorato regionale dell'Industria da parte dei lavoratori della Portovesme Srl dopo il sit-in di questa mattina sotto il palazzo della Giunta in Viale Trento
    La Portovesme srl ha annunciato la chiusura della fabbrica dal primo luglio se non verrà sciolto il nodo delle tariffe energetiche e oggi, per tutta la giornata, gli operai hanno occupato la sede della Giunta regionale, in viale Trento a Cagliari. La protesta è scattata in tarda mattinata dopo che gli operai hanno visto fallire i tentativi di farsi ricevere dal presidente Ugo Cappellacci. Alla Regione i dipendenti della Portovesme srl chiedono l'approvazione del decreto che darebbe il via libera alla centrale eolica che la loro società ha progettato di realizzare a Portovesme per autoprodurre una parte dell'energia necessaria a fare marciare gli impianti. L'occupazione è andata avanti per tutta la giornata. Soltanto nel tardo pomeriggio è arrivata la convocazione di un incontro da parte del presidente Cappellacci e i lavoratori hanno deciso di interrompere la protesta.

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    Re: su ricattu de sempri, tarbballu po ambienti

    Messaggio  Marku il Sab Ago 08, 2009 11:10 pm

    Portoscuso Polemiche a Gonnesa
    Portovesme Srl: un altro passo verso il parco eolico
    Sabato 08 agosto 2009
    P rocedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il parco eolico della Portovesme srl: da venerdì tutta la documentazione riguardante il progetto è disponibile presso la Regione, la Provincia, i Comuni di Portoscuso e di Gonnesa.
    Sono 26 gli aerogeneratori che la società vorrebbe impiantare: metà dovrebbero sorgere all'interno dello stesso stabilimento di piombo e zinco, 3 nell'area retrostante la zona industriale, nei pressi di Sa Piramide, ed altri 10 nel territorio comunale di Gonnesa. Ogni pala cattura-vento dovrebbe produrre circa 3 megawatt e l'energia così ottenuta sarà impiegata per autoproduzione, cioè servirà per alimentare gli stessi impianti della Portovesme srl, da anni alle prese con il problema del caro energia. La Valutazione di Impatto Ambientale richiesta dalla Portovesme srl per il progetto dell'eolico è solo il primo passo verso la realizzazione del parco, ma certo significa che la procedura gradualmente si muove.
    Solo qualche settimana fa, infatti, la società targata Glencore aveva minacciato la fermata dell'ultima linea produttiva ancora attiva (quella per la produzione dello zinco elettrolitico) in assenza di risposte certe ed immediate sull'ipotesi eolico da parte della Regione. Ora arriva la comunicazione di Via: entro 60 giorni si potranno presentare osservazioni in merito al progetto della Portovesme srl, e poi sarà la Regione a doversi pronunciare. Certo che già in questi mesi in cui molto si è discusso di eolico e del futuro parco non sono mancate le polemiche. Ad esempio da Gonnesa non sono mancate le voci critiche sul posizionamento delle pale in una zona ad alto tasso di insediamenti archeologici. E le stesse obiezioni sono state sollevate a Portoscuso, da parte di Angelo Cremone, che ha chiesto una verifica sul posto per capire l'esatta ubicazione degli aerogeneratori e che ora canta vittoria perché dal progetto definitivo è stata stralciata l'area di Portoscuso intorno a Monte Dolorosu.
    «Lì non sorgeranno pale eoliche - dice Cremone - e questa è una vittoria, che dimostra senza dubbio che avevamo ragione sui vincoli. Mi preoccupa molto invece che sia rimasta l'area di Gonnesa in cui si trovano numerosi insediamenti nuragici. E su questo farò senza dubbio ricorso». Insomma la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale è ufficialmente avviata, ma la polemica degli ultimi tempi sull'installazione delle pale eoliche sembra ben lontana dall'essere superata.
    ANTONELLA PANI

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    Re: su ricattu de sempri, tarbballu po ambienti

    Messaggio  Marku il Mar Ago 11, 2009 10:42 am

    Carbonia. Dieci piloni, trenta megawatt, si aspetta il via libera del Comune. Cherchi: «Siamo favorevoli»
    Un parco eolico a Cortoghiana
    Presentato un progetto da 50 milioni di euro

    La società veneta Quantas ha presentato un progetto in Comune per la realizzazione di un parco eolico a pochi passi dalla frazione di Cortoghiana. Il progetto prevede un investimento di 50 milioni e la creazione di almeno cinquanta posti di lavoro.
    Si sono presentati in Municipio con un faldone di documenti da riempire mezzo scafale. È il progetto definitivo corredato da ogni tipo di autorizzazione, di quello che sarà il primo parco eolico di Carbonia: dieci piloni, trenta megawatt di potenza, circa cinquanta milioni di euro di investimento. Sorgerà a pochi passi da Cortoghiana, ed è quasi simbolico che gli aerogeneratori si staglieranno quasi di fronte all'ultima miniera di carbone d'Italia, quella di Nuraxi Figus. Sarà la sfida fra la vecchia (ma ancora attivissima) concezione energetica e il nuovo modello che avanza anche nel Sulcis. Non sarà carbone contro vento, ma carbone e vento.
    IL PROGETTO Per Carbonia questa avventura è ufficialmente iniziata venerdì mattina, quando in Municipio si è presentata l'intera équipe della Quantas, società con sede legale a Venezia ma sede operativa a Cagliari. Hanno depositato presso l'ufficio Urbanistica il progetto esecutivo del parco eolico, più lo studio di impatto ambientale più la relazione sulla conformità al Piano paesaggistico regionale. Della nascita di questo parco eolico se ne parlava già un anno fa, quando la stessa società aveva manifestato l'interesse a creare una centrale per lo sfruttamento dell'energia eolica nel territorio comunale.
    IL COMUNE Dopo il sì della Giunta, ecco il progetto che ora inizierà il suo iter per l'approvazione da parte del Comune. Il quale, di fronte ad un'iniziativa del genere, è difficile pensare che possa mettere i bastoni fra le ruote: «Tutt'altro - anticipa il sindaco Tore Cherchi - non entro negli aspetti tecnici ma l'istruttoria seguita sinora è valida, attendevamo la presentazione di questo progetto da tempo e siamo favorevolissimi alla sua nascita anche perché il Comune godrà di ritorni economici ed occupazionali interessanti».
    È prematura determinare ora quanto la città incasserà (lo stabilirà la convenzione), ma appare chiaro che non saranno spiccioli. Lo si desume dai numeri del progetto elaborato da una società cagliaritana. Con un investimento che oscilla fra i quaranta e i sessanta milioni di euro, verranno installati dieci aerogeneratori (i caratteristici piloni con le pale) su una distesa di terreni degli eredi Fenu-Lombardo. L'area è a sud della miniera di Nuraxi Figus, che la Regione ha classificato sub industriale dato che si trova idealmente a metà strada fra lo stabilimento minerario e il polo di Portovesme: «Una zona ecocompatibile», tiene a precisare il sindaco.
    I NUMERI Ognuno dei dieci impianti sarà in grado grazie alla forza del vento (in particolar modo il maestrale), di generare tre megawatt. Il conto è presto fatto: trenta megawatt. L'energia sarà immessa nella rete di trasmissione nazionale. Con trenta megawatt, si potrebbe fornire energia a un paese di quindicimila abitanti: quasi mezza Carbonia. La costruzione del parco darebbe lavoro a circa cinquanta persone.
    Il parco eolico è quindi sulla rampa di lancio, in attesa della stipula della convenzione (fra circa due mesi) e della definizione di alcuni aspetti contrattuali, fra cui i benefit economici a favore della città. Ma in pentola esistono altri due progetti eolici: l'amministrazione comunale ha di recente ricevuto le manifestazioni d'interesse che ora si appresta a valutare.
    ANDREA SCANO

    11/08/2009


    Arribbant is venetus, nebodis de su moru, ndi bollint preni su logu in mesu de cussus canalis, fortzis una discarriga manna suta'e terra de scorias de funderia.

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