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Su Forum de sos Indipendentistas Sardos / Il Forum degli Indipendentisti Sardi


    disimpinnu colonialista

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    Marku

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    disimpinnu colonialista

    Messaggio  Marku il Mer Lug 08, 2009 7:49 am

    L'Eni chiude a Porto Torres
    Cappellacci: 'E' inaccettabile'
    I dirigenti dell'Eni hanno deciso lo stop dell'intera produzione dell'impianto cracking per due mesi a partire dal prossimo primo agosto. Dura la reazione del governatore della Sardegna: "E' sconcertante perché questa decisione avviene alla vigila del G8 e a 48 ore dallo sciopero del comparto industriale nell'isola" L'impianto cracking di Porto Torres, quello da cui dipende l'intera produzione del petrolchimico, sarà fermato per due mesi a partire dal 1 agosto prossimo. L'ha annunciato il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci che ha spiegato di aver ricevuto da dirigenti dell'Eni la comunicazione con un brevissimo preavviso. Il governatore ha definito la decisione "inaccettabile" e "sconcertante" perché avviene alla vigilia di un importante vertice internazionale e a 48 ore da uno sciopero generale del settore industria in Sardegna proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Cappellacci ha annunciato iniziative di sensibilizzazione col governo ("ma rendetevi conto che domani comincia il G8") e sempre per domani ha convocato a Roma nella sede della Regione una riunione straordinaria della Giunta. MERCATO E TERRITORIO "L'interesse del mercato non può prevalere unilateralmente sull'interesse del territorio e sul futuro di migliaia di buste paga", ha sottolineato il presidente della Regione, contestando la scelta dell'Eni. "La natura dell'Eni di società partecipata dallo Stato - ha aggiunto - impone un certo tipo di atteggiamento anche etico e deve essere rispettosa del lavoro istituzionale in corso. E' un atteggiamento non funzionale alla ricerca di soluzioni". Per il governatore della Sardegna, si tratta di una decisione "assunta inopinatamente": stabilire di fermare a caldo, con l'interruzione delle produzioni fino a tutto settembre, l'impianto cracking di Porto Torres, il cuore del polo chimico, ha messo la Regione "di fronte al fatto compiuto", ha spiegato Cappellacci. ''E questo - ha ammonito - genererà conseguenze negative a cascata sull'intero sistema produttivo della Sardegna. L'ENI La fermata del cracking della Polimeri Europa di Porto Torres è legata all'andamento negativo dello stabilimento. Una situazione aggravata dalla crisi economica, che ha portato a una previsione di perdita operativa per fine 2009 di circa 70 milioni di euro, che si aggiungono agli 84 del 2008. Sono alcuni dei dati che l'Eni - come spiega una nota - ha fornito nell'incontro coi sindacati. Nella nota si sottolinea che, ad eccezione degli Elastomeri, "tutti i business presentano margini di contribuzione negativi, condizionati anche da uno scenario petrolifero e di mercato che nella prima parte dell'anno è risultato sfavorevole per tutto il settore petrolchimico europeo" e risulta "particolarmente deficitaria" la situazione del cracker Polimeri Europa, che dal riavvio a febbraio, dopo 2 mesi di fermata, ha marciato a meno del 60% della sua capacità (13.000 tonnellate/mese di etilene). L'Eni aggiunge che la marcia a basso carico ha ulteriormente penalizzato l'impianto di cracking ("di per sè strutturalmente inefficiente") e a questo si è aggiunto nel primo semestre un volume di vendite estremamente basso (-40%) e una crescita degli stoccaggi passati da circa 9.000 tonnellate a febbraio a circa 23.000 a giugno. IL FUTURO "Per i prossimi mesi la situazione del sito resta critica, a causa soprattutto della debolezza del ciclo Etilene-Polietilene e, come nei mesi precedenti, per tenere in marcia, al minimo tecnico, il cracker, l'impianto Polietilene dovrebbe mantenere - è detto nella nota - un livello produttivo costantemente al di sopra dei volumi di vendita attesi, aumentando ulteriormente il livello degli stoccaggi". L'Eni ritiene, perciò, "indifferibile una fermata temporanea del sito per un periodo di almeno due mesi". Il gruppo ricorda per altro che fermate simili sono state attuate di recente da altri importanti operatori europei, "come Repsol che ha fermato il cracker di Sines in Portogallo (capacità 415.000 tonnellate/anno) per un periodo di durata non specificata, dopo che sia Basf che Fina avevano già effettuato un'azione analoga per i loro impianti di cracking situati rispettivamente a Ludwigshafen e Anversa".
    Martedì 07 luglio 2009 21.28
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    Isandro

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    Re: disimpinnu colonialista

    Messaggio  Isandro il Mer Lug 08, 2009 9:53 pm

    ma cà disimpinnu e dusimpinnu, chici socu sicuru,
    chi s'un maccu v'entra in campusantu a fà danni,
    li molti faccinu più resistenza chindi chi no sò
    fendi li saldi (vii) pà la chimica abarannu, in saldigna.

    Ghjà semu andendi bé!

    Ps intanto, finora, solo in gallura abbiamo osato resistere ai neofascisti italiani ..

    Exclamation

      La data/ora di oggi è Lun Ago 20, 2018 3:39 am