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    INTERVISTA SUL CASO BELLOMONTE. DA DIFFONDERE PER SPEZZARE IL SILENZIO COLONIALE!

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    sardignaruja

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    INTERVISTA SUL CASO BELLOMONTE. DA DIFFONDERE PER SPEZZARE IL SILENZIO COLONIALE!

    Messaggio  sardignaruja il Lun Ott 05, 2009 5:25 pm

    Caso “Bellomonte”: al via petizione popolare per il rispetto dell'intesa sulla territorialità della pena
    A Manca: “Per Bruno la militanza politica è un atto d’amore verso la terra che lo ha accolto fraternamente e che desidera vedere libera”
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    (IlMinuto) – Cagliari, 3 ottobre - "Sono stato scarcerato solo perché ho avuto la fortuna di poter dimostrare di non essere l'autore dell'attentato di Porto Cervo che mi veniva addebitato, visto che in quel periodo stavo mangiando cous cous in Tunisia. Loro però hanno sentito 'Brù' in un'intercettazione e subito hanno dedotto: in A Manca c'è un Bruno, quindi è Bellomonte. E badate che se non fossi andato in un paese dove è necessario vistare il passaporto ora sarei ancora a Buoncammino". Questa la dichiarazione che Bruno Bellomonte aveva rilasciato all'Unione Sarda (2 agosto 2006) dopo 18 giorni di carcerazione sulla base di accuse basate solo su intercettazioni. Accuse che poi si sono rivelate del tutto infondate. La storia si è ripetuta nel 2009. Il 10 giugno Bruno Bellomonte, 60 anni, ferroviere "rosso" e dirigente di A Manca pro S'Indipendentzia, è stato arrestato con l'accusa - ancora una volta basata solo su intercettazioni - di aver preso parte ad un tentativo di riorganizzazione del brigatismo rosso in occasione del previsto G8 a La Maddalena.

    "Bruno - ha dichiarato a IlMinuto il responsabile dell'ufficio stampa di Amp Cristiano Sabino - è stato sbattuto in prima pagina per la seconda volta nell'arco di tre anni. E' stato fermato a Roma mentre tornava da una visita in famiglia a Palermo (è di origine siciliane) è stato subito rinchiuso in regime di totale isolamento". A fine luglio il trasferimento in Calabria. "E' stato trasferito - ha spiegato Sabino - e per tre giorni nessuno ha avuto sue notizie, nemmeno gli avvocati. Alla fine abbiamo saputo che è stato deportato (perché di deportazione si tratta) a Catanzaro, cioè nel luogo più lontano possibile dalla Sardigna dove abita sua moglie che per andare a trovarlo impiega ogni volta due giorni di viaggio e deve affrontare una spesa di 400 euro. Le stesse modalità di trasferimento da Roma a Catanzaro ricordano più il trasferimento di bestie da soma che di esseri umani: il viaggio è durato 12 ore trascorse in un pullman dell'amministrazione penitenziaria dentro una gabbia e con le manette per tutta la durate del viaggio. Con temperature impossibili da sopportare e con soltanto un panino e una bottiglia d'acqua a disposizione".

    Bellomonte è stato sottoposto per 45 giorni al regime di isolamento totale, con soli dieci minuti d'aria in una celletta senza soffitto. "Non abbiamo paura a definire questo odioso trattamento - ha detto l'addetto stampa di Amp - come una forma di tortura. Un trattamento finalizzato a spezzare le resistenze morali, intellettuali ed umane di una persona che si trova in galera solo per le sue ferree convinzioni e per la sua attività politica". Dal momento dell'arresto ("un attacco repressivo nei confronti del movimento", sottolinea Sabino) il partito indipendentista di sinistra si è battuto per chiedere la liberazione del suo dirigente con manifestazioni di piazza, azioni dimostrative e volantinaggi "per raggiungere - ha spiegato il responsabile comunicazione di A Manca - direttamente il nostro popolo ed informarlo dei fatti scavalcando la censura mediatica".

    A Manca ha chiesto ai prefetti di Sassari e di Catanzaro il rispetto della territorialità della pena, sancito dalla legge 374 del 1975 e dall'intesa fra la Regione Sardegna e il Ministero della Giustizia. Anche il Consiglio regionale ha approvato una mozione per chiedere il rispetto di norme e intese sulla territorialità, chiedendo - implicitamente - il trasferimento di Bellomonte nell'Isola. Nei giorni scorsi ha cominciato a chiedere il rispetto della territorialità della pena anche una petizione popolare promossa da un comitato spontaneo (territorialitadellapena@gmail.com) composto dagli amici e dalla moglie di Bellomonte. E' possibile sottoscrivere la petizione anche nella libreria Odradek di Sassari.

    Nonostante l'arresto, ha sottolineato Sabino "la sua presenza nei circoli ricreativi di Sassari, nelle feste popolari, nelle strade, fra la gente, si sente e pesa come un macigno nel corso delle nostre giornate e in quelle di chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo. Bruno ama la socialità ed è sempre in moto perpetuo. Le sue passioni occupano gran parte delle 150 pagine della custodia cautelare, che sono dedicate quasi interamente a chiacchierate sulla pesca, su escursioni naturalistiche e sul tempo libero, non tralasciando ovviamente la sua passione centrale e vitale: la politica. E' un uomo che ama profondamente la vita e la socialità e per lui la militanza politica è semplicemente un atto d'amore verso una terra che lo ha accolto fraternamente e che lui desidera, come tanti altri sardi, vedere e prosperare libera e indipendente".

    La solidarietà a Bellomonte ha superato i confini dell'indipendentismo e delle amicizie. "Bruno è un personaggio pubblico che non ha niente da nascondere - ha scritto "Il minatore rosso" Antonello Tiddia della Rete 28 aprile della Cgil - è un militante del partito indipendentista sardo Amp. E'stato candidato alle ultime elezioni regionali sarde e il suo agire è antitetico a quello delle Brigate rosse". Del "caso Bellomonte" si è discusso anche sabato scorso a Roma in un'assemblea - nella Casa del Popolo del Trionfale - con la partecipazione dello stesso Tiddia e di Massimo Chironi di A Manca.
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    Issohadore

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    Rubati i computer degli avvocati degli indipendentisti sassaresi

    Messaggio  Issohadore il Mer Ott 14, 2009 12:58 pm

    Rubati i computer degli avvocati degli indipendentisti sassaresi

    Dentro c'erano tutti gli atti relativi all'inchiesta della Dda di Cagliari denominata Arcadia.

    I legali difendono Bruno Bellomonte, Emanuela Sanna e Massimiliano Nappi, tutti e tre appartenenti a A Manca pro s'indipendentzia.

    Sono entrati durante la notte nello studio legale di via Zanfarino e hanno portato via tre computer portatili. Dentro c'erano tutti gli atti relativi all'inchiesta della Dda di Cagliari denominata Arcadia, che aveva portato allo scoperto quello che secondo gli inquirenti era un'organizzazione accusata di una lunga serie di attentati dinamitardi. I legali Luigi Sotgiu e Elisabeta Udassi difendono Bruno Bellomonte, Emanuela Sanna e Massimiliano Nappi, tutti e tre appartenenti a A Manca pro s'indipendentzia.

    Martedì 13 ottobre 2009
    12.39 L'Unione Sarda

    ******************

    Sconcerto e preoccupazione per i misteriosi “furti” nello studio del legale di tre esponenti di a Manca pro s'Indipendentzia

    Quando sono passati ormai più di quattro mesi dall’arresto e dalla detenzione fuori dalla Sardinnia e in regime di isolamento del patriota sardo e dirigente di a Manca pro s’Indipendentzia Bruno Bellomonte, in custodia cautelare per un fantasioso suo coinvolgimento in una già di per sé inconsistente inchiesta su un presunto progetto finalizzato a compiere atti violenti durante il G8 a La Maddalena, poi come noto spostato in Italia, si apre un ennesimo capitolo dell’offensiva repressiva che negli ultimi anni lo stato italiano ha lanciato contro il movimento di liberazione nazionale e sociale sardo.

    Nella notte tra ieri lunedì 12 e oggi martedì 13 ottobre, infatti, dei misteriosi “ladri”, pare sorprendentemente equipaggiati con tanto di comodo passepartout, si sono introdotti nello studio del legale degli esponenti di a Manca pro s’Indipendentzia Bruno Bellomonte, Massimiliano Nappi e Emanuela Sanna, e senza badare a soldi ed altri oggetti di valore presenti, hanno rubato tre computer portatili e tutta la documentazione concernente l’Operazione Arcadia del luglio 2006 (nell’ambito della quale, con accuse pesantissime e mai dimostrate, vennero arrestati 10 militanti di aMpI - compresi i 3 in questione - in meno di un anno tutti rilasciati, e su cui poi è calato il silenzio giudiziario e mediatico più assordante) e la stessa operazione del giugno 2009 sopraccitata riguardante, ancora, Bruno Bellomonte.

    La Giuventudi Indipendentista esprime tutta la propria solidarietà ad a Manca pro s’Indipendentzia e, con essa, tutto il proprio sconcerto e la propria preoccupazione circa il modo sempre più illegale, antidemocratico e pericolosamente infimo e provocatorio, che lo stato italiano e i suoi apparati di “sicurezza” più o meno deviati, utilizzano per opporsi a una realtà politica e sociale che, da sempre, svolge la propria attività pacificamente, alla luce del sole e armata esclusivamente della dialettica politica e delle profonde radici che animano la lotta per la sovranità del Popolo Sardo sulla propria Terra.

    Casteddu, 13/10/2009

    Unidadi de sa Giuventudi Indipendentista Sarda
    Unidade de sa Giuventude Indipendentista Sarda

    Soberania, Democratzia, Sotzialismu

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    juanna maria

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    Re: INTERVISTA SUL CASO BELLOMONTE. DA DIFFONDERE PER SPEZZARE IL SILENZIO COLONIALE!

    Messaggio  juanna maria il Mer Ott 14, 2009 4:40 pm

    mettendo il caso che non siano veri ladri, mi sfugge lo scopo Cool

    Marku

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    Re: INTERVISTA SUL CASO BELLOMONTE. DA DIFFONDERE PER SPEZZARE IL SILENZIO COLONIALE!

    Messaggio  Marku il Mer Ott 14, 2009 9:24 pm

    Nelle giornate del 6, 7 e 8 Novembre l'organizzazione politica "a
    Manca pro s'Indipendentzia" organizza ad Orgosolo (Nugoro) presso la
    Sala Consiliare un Incontro Internazionale con i Rappresentanti delle
    Nazioni senza Stato presenti in Europa.

    La scelta della cittadina di Orgosolo non è casuale in quanto
    quest'anno ricorre il Quarantennale degli Avvenimenti di Pratobello
    che portarono nel 1969 gli abitanti ad impedire, con una
    enorme mobilitazione popolare, alle Forze di Occupazione Italiane
    l'installazione di postazioni militari in territorio comunale.

    L'Incontro avrà il seguente svolgimento:

    Venerdì 6 Novembre ore 17.00/20.00: Accoglienza delle delegazioni
    internazionali e Nazionali; discussione sulle modalità di
    organizzazione dell'Incontro.

    Sabato 7 Novembre ore 10.00/20.00: Presentazione Documento Politico di
    "a Manca pro s'Indipendentzia" sulla proposta della costruzione
    dell'Internazionale delle Nazioni senzaStato; Discussione tra tutti
    gli Invitati all'Incontro e sintesi finale.

    Domenica 8 Novembre ore 10.00/13.00: Assemblea Pubblica aperta a tutti
    gli interessati con presentazione della conclusione dei lavori.

    Si informa che nei prossimi giorni verrà inviato a tutti gli Invitati
    il Documento Politico di "a Manca pro s'Indipendentzia".


    Saluti

    Marco Peltz

    Ufficio Stampa "a Manca pro s'Indipendentzia"-via Saffi 12, Nugoro
    Ma nosus arrinesceus a essi unius, bieus si in su mes'e Onniasantu in Carbonia e in Orgosolo si podint ghetai fundatzionis de custa unidadi. Dhu depeus a su mancus a Brunu e fra no meda a Doddore e is trus chi funtdenunciaus de sa giustitzia italiota po s'istoria de Malu 'Entu. Saludus indipendentistas.

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    Re: INTERVISTA SUL CASO BELLOMONTE. DA DIFFONDERE PER SPEZZARE IL SILENZIO COLONIALE!

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